martedì 27 marzo 2012

SCIENZA ED EVOLUZIONISMO

DALLA FILA DEGLI OMINIDI (teoria genetica darwiniana) al CESPUGLIO
http://boa.unimib.it/handle/10281/16567

SCIMMIE DISPERATE.
L’UOMO NON DISCENDE DA LORO.

Per anni sui libri di scienze generazioni intere di studenti hanno ammirato estasiati l’immagine di uno scimmione che lentamente si trasformava in un uomo. Il professore laicista sottolineava compiaciuto l’assurdità del creazionismo. Dio non ha creato l’uomo- diceva – è chiaro che la vostra vita la dovete alla lenta evoluzione di quello scimmione. ...


Sul libro magari c’era da qualche altra parte anche il principio di Carnot.

Il secondo principio della termodinamica.

Scienza contro pseudo scienza antireligiosa. Proprio il principio di Carnot, formulato nel 1885 – tre anni dopo la morte di Charles Darwin – smentisce la teoria dell’evoluzione.

Le scimmie si devono rassegnare.
Insomma l'evoluzionismo piacque a tutti: fu giocato dalla massoneria in funzione anticlericale, la chiesa era antropocentrica e l'uomo derivava la propria supremazia sull'universo dalla sua fede in dio , la massoneria necessitava di uno spazio di potere sottratto alla chiesa e cavalcò il darwinismo per quel che appariva ostile alla chiesa, dunque anche l'idea che gli individui e le specie fossero frutto di una condizione genetica, non creati ma nati, e che l'uomo evolvesse, finchè la chiesa non riaprì con una mediazione tra  naturalismo darwinista e innatismo

http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1289

 

lunedì 19 marzo 2012

ECONOMIA VIRTUOSA


ECONOMIA DELLO SVILUPPO VIRTUOSO. Noi non siamo 'conservatori' nè 'paesaggisti' nè nimby, noi siamo parte di un movimento per lo sviluppo 'reale', che si ponga all'interno del processo di trasformazione che sta avvenendo a livello globale alla luce della doppia crisi, finanziaria ed energetica. In questa fase persistono delle spinte conservative che tutelano le stesse lobbys economico-politiche ...che hanno generato la crisi. Tali spinte si traducono in una 'coazione a ripetere' delle dinamiche appaltatrici che producono disastri e costi abnormi per la successiva bonifica. I danni prodotti dalla coazione a ripetere dello sviluppismo incontrollato e speculativo sono incommensurabili e difficilmente quantificabili. Basti citare l'aumento del riscaldamento globale, che trascina con sè effetti a catena incontenibili. Il movimento per il cambiamento si avvale al suo interno della spinta propulsiva della cosiddetta 'green economy'. ossia di tutti quei processi di trasformazione economica, sociale e politica atti a ricondurre le attività umane entro un ambito di sviluppo sostenibile. Dall'economia dei disastri ( i cui costi ecologici, economici e sociali si rivelano fallimentari e a carico della collettività) nasce un'economia della trasformazione che convoglia gl'investimenti produttiivi entro finalità e obiettivi virtuosi, con costi valutabili in tutte le variabili, con effetti certi in termini di resa finale, con vantaggi per la comunità e con adeguato rapporto costi-benefìci . Nell'economia verde gli investimenti non vengono compressi ma sviluppati, in risposta alle reali esigenze di sviluppo , aprendo un mercato diffuso che sfugge al controllo dei grandi monopoli. L'epoca dei monopoli è conclusa; la 'deregulation' che affida i mercati allo strapotere delle multinazionali ha accelerao la crisi eclogica(collasso planetaro) e prodotto la crisi finanziaria (dei 'subprime'); l'interenti statali,verso le risettive economie nazionali, non posono in epoca di globalizzazione prescindere da accordi e sincronismi internazionali. I 'summit' periodici esprimono la necessità e l'urgenza di una cooperazione sovranazionale . In tale contesto, giova ricordare ai sostenitori del progetto TAV ch'esso residua dall'epoca che ha determinato la doppia crisi in quanto giace da 20 anni nel cassetto, non per cavilli burocratici nè per resistenze conservative di interessi corporativi, bensì per intrinseca fallacità.

domenica 18 marzo 2012

ANTROPOCENTRISMO

Secondo Aldo Mola, storico ufficiale della Massoneria italiana e massone egli stesso:

"Fulcro polemico dell'evoluzionismo, la trionfale rivendicazione della stretta parentela tra gli uomini e le scimmie sconvolgeva gli orizzonti etici, culturali e scientifici, ancora imperniati su un antropocentrismo (vale a dire un restaurato geocentrismo radicato nel preteso rapporto privilegiato tra l'Uomo e Dio e, quindi, tra la Terra e Dio), passato pressoche' indenne attraverso l'affermazione della fisica classica e l'avvento di paleontologia, biologia e della meccanica celeste di Immanuel Kant e del napoleonico marchese Pierre Simon Laplace.

La "vulgata" dell'evoluzionismo divenne presto uno dei punti d'incontro di certi massoni che, anche senz'avere una precisa cognizione dei contenuti scientifici del darwinismo e delle sue possibili implicanze socio-politiche, dalla strenua lotta della Chiesa di Roma contro la sua diffusione e per la sua stessa provenienza dalla terra di Desaguliers e Anderson [due tra i fondatori della massoneria "moderna" nel 1717] deducevano ch'esso fosse comunque un buon compagno di strada, se non verso la Vera Luce almeno per dissipare le tenebre piu' fitte; e che dalla sua diffusione sarebbe scaturita la definitiva liberazione dai lacci dell'ignoranza e dall'occhiuta "clerocrazia cattolica"". (Aldo A. Mola, "Storia della massoneria italiana dalle origini ai nostri giorni", Bompiani, Milano, 1992, p. 104)

L’evoluzionismo è stato elevato a livello di Dogma, da semplice teoria ottocentesca che voleva spiegare il modo in cui la natura e gli esseri viventi si comportavano nelle generazioni, è stato elevato a strumento di lotta contro una particolare visione del mondo. La mancanza di prove che sostenessero tale teoria era nota anche a Darwin, ed è mio parere che in un futuro speriamo prossimo il Darwinismo sarà considerato per quello che è, una ingenua e fallace fantasia ottocentesca.

di Claudio Prandini