domenica 18 marzo 2012

ANTROPOCENTRISMO

Secondo Aldo Mola, storico ufficiale della Massoneria italiana e massone egli stesso:

"Fulcro polemico dell'evoluzionismo, la trionfale rivendicazione della stretta parentela tra gli uomini e le scimmie sconvolgeva gli orizzonti etici, culturali e scientifici, ancora imperniati su un antropocentrismo (vale a dire un restaurato geocentrismo radicato nel preteso rapporto privilegiato tra l'Uomo e Dio e, quindi, tra la Terra e Dio), passato pressoche' indenne attraverso l'affermazione della fisica classica e l'avvento di paleontologia, biologia e della meccanica celeste di Immanuel Kant e del napoleonico marchese Pierre Simon Laplace.

La "vulgata" dell'evoluzionismo divenne presto uno dei punti d'incontro di certi massoni che, anche senz'avere una precisa cognizione dei contenuti scientifici del darwinismo e delle sue possibili implicanze socio-politiche, dalla strenua lotta della Chiesa di Roma contro la sua diffusione e per la sua stessa provenienza dalla terra di Desaguliers e Anderson [due tra i fondatori della massoneria "moderna" nel 1717] deducevano ch'esso fosse comunque un buon compagno di strada, se non verso la Vera Luce almeno per dissipare le tenebre piu' fitte; e che dalla sua diffusione sarebbe scaturita la definitiva liberazione dai lacci dell'ignoranza e dall'occhiuta "clerocrazia cattolica"". (Aldo A. Mola, "Storia della massoneria italiana dalle origini ai nostri giorni", Bompiani, Milano, 1992, p. 104)

L’evoluzionismo è stato elevato a livello di Dogma, da semplice teoria ottocentesca che voleva spiegare il modo in cui la natura e gli esseri viventi si comportavano nelle generazioni, è stato elevato a strumento di lotta contro una particolare visione del mondo. La mancanza di prove che sostenessero tale teoria era nota anche a Darwin, ed è mio parere che in un futuro speriamo prossimo il Darwinismo sarà considerato per quello che è, una ingenua e fallace fantasia ottocentesca.

di Claudio Prandini
 

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